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mercoledì 14 novembre 2012

Trattato di non proliferazionenucleare Vs Condivisione nucleare



Trattato di non proliferazione nucleare

Il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) è un trattato internazionale sulle armi nucleari che si basa su tre principi: disarmo, non proliferazione e uso pacifico del nucleare. Il trattato, composto di 11 articoli, proibisce agli stati firmatari "non-nucleari" (ovvero che non possiedono armi nucleari) di procurarsi tali armamenti e agli stati "nucleari" di fornir loro tecnologie nucleari belliche.
Il trattato fu sottoscritto da USA, Regno Unito e Unione Sovietica il 1º luglio 1968 ed entrò in vigore il 5 marzo 1970. Francia e Cina (che possiedono armi nucleari) vi aderirono nel 1992 mentre la Corea del Nord lo sottoscrisse nel 1985 ma, sospettata di costruire ordigni atomici e rifiutando ispezioni, si ritirò definitivamente dal trattato nel 2001. Il Sudafrica, inizialmente non membro del TNP, ha costruito sei testate nucleari che ha successivamente dichiarato di aver smantellato, aderendo poi al trattato nel 1991 come stato non-nucleare.
Attualmente sono 189 gli Stati firmatari.




██ Firmato e ratificato
██ Firmato
██ Stati che lo rispettano (Taiwan)
██ Ritirato (Nord Corea)
██ Non firmatario (India, Israele, Pakistan)
 
 







l'organizzazione, con i suoi stati firmatari, mostra la posizione del mondo nei confronti della questione delle armi nucleari. E' noto, però, che alcuni degli stati firmatari fanno parte anche del piano per la condivisione nucleare. (ciò potrebbe sembrare controverso, dato che l'intento del trattato per la non proliferazione del nucleare si pone obbiettivi che sembrano essere l'antitesi di quelli del piano per la condivisione). Ma che cos'è questo piano di condivisione?


Condivisione nucleare.

La condivisione nucleare è un concetto politico della NATO di deterrenza nucleare, che coinvolge i paesi membri, nella pianificazione per l'uso di armi nucleari da parte della NATO, ed in particolare prevede, per le forze armate di questi paesi, che siano coinvolte nella fornitura di queste armi in caso di necessità del loro utilizzo.
Delle tre potenze nucleari della NATO (Francia, Regno Unito e Stati Uniti), solo gli Stati Uniti hanno fornito armi nucleari per la condivisione.
Dal 2009, Belgio, Germania, Italia,Paesi Bassi e Turchia fanno parte del progetto di condivisione nucleare avendo ordigni nucleari statunitensi nel proprio territorio.
Il Canada ha ospitato ordigni fino al 1984 e la Grecia fino al 2001.
In tempo di pace, le armi nucleari immagazzinate nei paesi non-nucleari sono sorvegliate da soldati statunitensi; i codici necessari per farle esplodere sono sotto il controllo degli Stati Uniti. In caso di guerra, le armi devono essere montate su aerei militari dei paesi partecipanti. Le armi sono sotto la custodia e il controllo della USAF Munitions Support Squadrons collocata sulle principali basi operative della NATO che lavorano insieme con le forze della nazione ospitante.


 
██ Zona libera da armi nucleari
██ Stati con armi nucleari (Russia, USA, Francia, Cina, UK, Israele, Pakistan, India, Corea Nord)
██ Condivisione nucleare (Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia)
██ Non condivisione, ma adesione al TNP
 
 

Considerazioni:

Sia il Movimento dei Non-Allineati e sia critici all'interno della NATO credono che la condivisione nucleare della NATO violi gli articoli I e II del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), che vietano il trasferimento e l'accettazione, rispettivamente, del controllo diretto o indiretto sulle armi nucleari.
Gli Stati Uniti insistono che le loro forze hanno controllo delle armi e che nessun trasferimento delle bombe nucleari o controllo su di esse è destinato ad esserci "a meno che e fino a quando una decisione di andare in guerra viene presa, nel cui caso il TNP non sarebbe più il controllo", quindi non c'è violazione del TNP.[6].
Tuttavia i piloti e altro personale dei paesi "non-nucleari" della NATO svolgono esercitazioni sulla gestione e l'uso delle bombe nucleari statunitensi; e aerei da guerra non-statunitensi sono stati adattati per portare le bombe nucleari degli Stati Uniti, ciò ha comportato il trasferimento di alcune informazioni tecniche sulle armi nucleari. Anche se l'argomento degli Stati Uniti è considerato giuridicamente corretto, alcuni sostengono che queste operazioni in tempo di pace appaiono come in contrasto con l'obiettivo e lo spirito del TNP. In sostanza, tutti i preparativi per fare una guerra nucleare sono già stati fatti dai paesi apparentemente non in possesso di armi nucleari.
 

martedì 13 novembre 2012

Le opinioni di James Schlesinger

(Estratto da un articolo di Melanie Kirkpatrick, Wall Street Journal, 13 luglio 2009)

“Ogni giorno vengono utilizzate armi nucleari." Questo è ciò che dice l'ex Segretario della Difesa James Schlesinger. Schlesinger spiega che l'utilizzo quotidiano di armi nucleari avviene per "scoraggiare i nemici potenziali e come garanzia agli alleati ai quali abbiamo offerto la nostra protezione".

Per gli strateghi del nucleare, Mr. Schlesinger e' Yoda, il padrone, maestro nel loro universo. Oltre ad esser stato il Segretario della Difesa e il direttore dell'Intelligence (nell'amministrazione Nixon e Ford), è stato il Segretario per l'energia (al tempo di Carter). Ha studiato la "Nuclear Posture" fin dai primi anni ‘60, quando si trovava alla RAND Corporation, un think thank Californiano che spesso fa ricerche per il governo americano. Più recentemente, e' stato il vice presidente di una organizzazione bipartisan che in maggio ha emesso un monito urgente circa la necessità per gli Usa di mantenere un forte deterrente.

Più di ogni altra cosa, però, Schlesinger e' un realista del nucleare. Siamo davvero sul punto di dirigerci verso un modo libero dal nucleare?  La sua risposta è: "No". E così prosegue: "Abbiamo bisogno di un forte deterrente nucleare, che e' misurabile come minimo in decenni, per me, a dir il vero, piu' o meno in eterno. L'idea che si possano abolire le armi atomiche e' il risultato di una combinazione tra l'utopismo e il campanilismo americano. . . . Un po' come il Patto Kellogg-Briand del 1928 che intendeva rinunciare alla guerra come strumento di politica nazionale . . . E di fatti non si basa su di una lucida comprensione della realtà".

In altre parole: andare avanti e sperare in un mondo libero dal nucleare, ma pregare che ciò che desideriamo non avvenga. Un mondo senza testate atomiche sarebbe ben più pericoloso che un mondo che invece ne ha, sostiene Schlesinger. "Se per miracolo, fossimo in grado di eliminare le armi nucleari, ciò che ci troveremmo di fronte è un gran numero di paesi “problematici”, sempre in procinto di dotarsi dell'arma atomica per finalità intimidatorie, e, con ogni probabilità, esisterebbero ovunque scorte clandestine di armamenti non convenzionali”. Questa situazione renderebbe senz'altro gli Stati Uniti più vulnerabili.

Schlesinger sostiene la tesi di un forte deterrente nucleare. Si, la Guerra fredda e' terminata e “noi ci preoccupiamo della postura nucleare russa fino a un certo punto, perché non è più temibile come lo era un tempo”. Gli Stati uniti ancora necessitano di porre un deterrente alla Russia, che ha una potenzialità nucleare maggiore di qualsiasi altro avversario. Il deterrente nucleare non ha influenza sulla Corea del nord o sull'Iran, egli dice, così come su qualsiasi altro attore non-statale i quali, "Non si farebbero fermare dalla possibilità di una reazione nucleare a una loro eventuale azione di qualsiasi tipo" egli dice.
C'è un' altra ragione convincente a supporto di un forte deterrente nucleare americano: l'ombrello nucleare americano, che protegge più di 30 alleati in tutto il mondo. "Se stessimo solo cercando di proteggere il Continente Americano potremmo fare ciò con un numero di testate ben minore delle scorte che abbiamo ora” prosegue Schlesinger. "Ma il principale obbiettivo del deterrente nucleare è di “fornire la sicurezza necessaria ai nostri alleati, sia in Asia che in Europa”. E tra questi, i nostri nuovi alleati NATO come la Polonia e i Paesi baltici”, continuano a temere il loro vicino russo.Ovviamente, essi ci informano regolarmente e comprendono i russi ben meglio di quanto possiamo fare noi”.

Secondo la Commissione siamo a un “punto critico” della proliferazione. Nel caso in cui perdessero la loro fiducia nel deterrente americano, se smettessero di fidarsi della capacità di Washington di proteggerli, gli stessi alleati dell'America potrebbero lanciarsi in una nuova corsa agli armamenti. Questa è una delle ragioni per cui Schlesinger desidera coinvolgere il Giappone nel dibattito sul nucleare. "Una delle più vive raccomandazioni della Commissione è di aprire un dialogo con i giapponesi circa le capacità strategiche in modo sia di illuminarli che di fornire loro la sicurezza di essere protetti dall'ombrello nucleare degli Stati Uniti. Nel passato, non è mai stato seriamente il caso. Il Giappone non è mai stato minacciato dalle capacità nucleari sovietiche, poiché Mosca perlopiù rivolgeva lo sguardo verso l'Occidente, da cui si sentiva minacciata. Ma ora che le forze militari cinesi sono cresciute a dismisura, pensiamo sia necessario parlare ai giapponesi nello stesso modo in cui abbiamo parlato all'Europa per anni”.

Schlesinger esprime la sua preoccupazione anche sulla sicurezza e l'affidabilità delle armi nucleari americane, le quali, ormai, hanno più di venti anni. "Più il tempo passa e più io dubito dell'efficacia delle armi... Non quest'anno, non il prossimo, ma più il tempo passa la nostro arsenale invecchia". Inoltre egli teme l'esaurirsi delle “infrastrutture intellettuali”, ovvero che gran parte dei tecnici capaci di costruire ordigni atomici possa ritirarsi o morire. Infine, fa notare che “l'infrastruttura fisica”, adesso, “ha superato i sessanta anni”. Parte di essa “risale al Manhattan Project."

Gli Stati Uniti rappresentano l'unica, tre le maggiori potenze nucleari, che non sta modernizzando le sue armi. “I russi hanno stabilito un periodo di obsolescenza di circa dieci anni per le loro armi, le ricambiano di continuo”. Gli inglesi e i francesi “si tengono aggiornati”. E i cinesi e gli indiani, “proseguono nell'ampliare i loro arsenali”. Ma negli Stati Uniti, la Commissione non finanzierà nemmeno R&D per il progetto Reliable Replacement Warhead (rimpiazzare i vecchi ordigni con bombe più affidabili). “Il RRW è divenuto un termine estremamente negativo in Campidoglio” dice Schlesinger .

Infine, abbiamo chiacchierato degli ultimi cinquant' anni di Schlesinger, in qualità di stratega del nucleare. Viviamo in un'epoca nella quale l'uso di armi nucleari è più verosimile che nel passato? "La probabilità di una guerra nucleare è sostanzialmente inesistente ora”. E questa è la buona notizia. “Ma ciò non toglie che la possibilità di un attacco nucleare terroristico a danno degli Stati Uniti sia elevatissima”. Egli ricorda che durante i suoi anni alla RAND, gli anni '60, “lavoravamo cercando di mitigare i possibili effetti (di un attacco nucleare) attraverso la difesa civile, sulla quale, tra parentesi, dovremmo lavorare anche oggi, riflettendo sulla possibilità di un attacco contro gli USA. . . . Dovremmo sviluppare una capacità di reazione più rapida…e per ora non siamo organizzati come dovremmo”. Schlesinger constata un'altra differenza tra ora e i tempi: "L'interesse pubblico nella nostra postura strategica. Durante la Guerra fredda, si trattava del problema più dibattuto. Ora l'opinione pubblica praticamente non se ne preoccupa. E ciò vale anche per quanto riguarda il Congresso stesso, “determinando una impasse nelle spese”. Schlesinger alza insomma il livello di allarme. Mentre il Congresso, l'amministrazione e il popolo americano lo ignorano a loro rischio e pericolo.
 
 
 

domenica 4 novembre 2012

Cronologia delle scoperte atomiche.

la creazione della prima bomba atomica è il risultato di diverse scoperte scientifiche precedenti, qui di seguito presentiamo la cronologia delle scoperte nel campo della fisica nucleare:

1932- Scoperta del neutrone da parte di J. Chadwick.

1934- F. Joliot e I. Curie scoprono la radioattività provocata dal bombardamento con particelle a .

1934- E. Fermi scopre la radioattività provocata dal bombardamento con neutroni.

1934- Un gruppo di scienziati italiani scopre la possibiltà di rallentare i neutroni.

1938- Un gruppo di scienziati tedeschi scopre la possibilità di scindere gli atomi di uranio bombardandoli con neutroni: è stata scoperta la fissione nucleare.

1939- Scoperta in Europa e Stati Uniti l’emissione di neutroni dovuta alla fissione dell’uranio.

1940- H. A. Bethe scopre le reazioni di fusione all’interno del Sole

2/12/1942- Il primo reattore nucleare è messo in funzione a Chicago

16/7/1945- Avviene la prima esplosione della bomba a fissione

sabato 3 novembre 2012

La posizione Italiana sulle armi nucleari

Al vertice NATO dl 20 e 21 maggio 2012, tenutosi a Chicago, l'Italia si è presentata con una mozione sui temi del disarmo e della non proliferazione nucleare.
 

Mozione su disarmo e non proliferazione nucleare in vista del vertice NATO di Chicago

E' stata approvata all'unanimità, oggi alla Camera, una mozione parlamentare sui temi del disarmo e della non proliferazione nucleare, in vista del prossimo vertice NATO di Chicago.
Riportiamo qui il comunicato stampa a cura dell'on. Mogherini, nonché il testo della mozione.
15 maggio 2012
 
 
 
COMUNICATO STAMPA

Federica Mogherini (PD):

“Disarmo nucleare: bene voto unanime su mozione, ora Italia più forte in vista vertice NATO Chicago”


“Il voto con cui oggi il Parlamento ha approvato, all’unanimità, la mozione a mia prima firma sui temi del disarmo e della non proliferazione nucleare rappresenta un passaggio molto importante in vista del prossimo vertice NATO di Chicago, perché impegna con forza il Governo su posizioni molto concrete, precise e avanzate in materia.
Nonostante appaia oggi evidente che il summit dell’Alleanza Atlantica si concentrerà in particolare sui temi della transizione in Afghanistan e dell'avvio dello scudo missilistico, la questione delle armi nucleari e del loro ruolo strategico sarà comunque affrontata con l'adozione della Defense and Deterrence Posture Review, ed è importante che l’Italia possa concorrere a questo confronto con una posizione chiara e univoca a sostegno di passi concreti nella direzione del disarmo e della non proliferazione nella prospettiva di un mondo libero da armi nucleari.
In particolare, la mozione approvata oggi impegna il Governo a sostenere l'assunzione di una «declaratory policy» della NATO, in linea con quelle di USA e Gran Bretagna, che indichi come scopo fondamentale delle sue armi nucleari la deterrenza dell'uso di armi nucleari da parte di altri e che incoraggi contestualmente la riduzione del ruolo degli arsenali tattici per la deterrenza nucleare.
La mozione impegna inoltre l’Italia a sostenere l’adozione di misure di trasparenza da parte dell’Alleanza Atlantica in materia di arsenali nucleari e l'ulteriore riduzione del numero di armi nucleari tattiche presenti sul territorio europeo, anche sostenendo piani dettagliati e concreti che prevedano il loro rientro in territorio statunitense, fino ad arrivare in tempi certi alla loro totale eliminazione. E' ormai infatti del tutto evidente che le armi nucleari tattiche presenti in Europa non sono più necessarie a garantire la sicurezza del continente, ma anzi possono rappresentare un rischio rispetto alle condizioni di sicurezza da garantire nei siti in cui sono conservate, e comportano un costo significativo e non più utile, tanto più in tempi di austerità e di tagli di bilancio al comparto difesa.

La mozione sollecita infine il Governo a rilanciare il dialogo tra la NATO e la Federazione Russa in materia di sicurezza Euro-Atlantica per consolidare la fiducia reciproca e favorire l'adozione di misure di riduzione ulteriore dello stato di operatività dei sistemi di arma nucleare; a contribuire alla piena realizzazione degli impegni assunti a conclusione della Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione del maggio 2010, in particolare rispetto alla formazione di una zona libera da armi di distruzione di massa in Medio Oriente; a promuovere la formazione professionale dei funzionari diplomatici e degli ufficiali delle Forze Armate sulle materia del disarmo, della non proliferazione e del controllo degli armamenti.
Si tratta di orientamenti fondamentali per definire il profilo con cui il nostro paese contribuirà alle decisioni che verranno prese al vertice di Chicago, ed il fatto che l'aula della Camera le abbia approvate all'unanimità può dare all'azione del governo, in quella sede, una forza ancora maggiore per raggiungere l'obiettivo, condiviso, di lavorare concretamente per liberare il mondo dalla minaccia nucleare”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e responsabile PD globalizzazione


 

venerdì 2 novembre 2012

Bombe in Italia

In Europa sono presenti circa 200 bombe atomiche, un reperto della Guerra Fredda che però viene ancora mantenuto dalla Nato come arma di deterrenza. In Italia l’arsenale nucleare della Nato è depositato nelle basi di Aviano, provincia di Pordenone, e Ghedi, che si trova in provincia di Brescia. Nel nostro paese sono presenti una novantina di bombe secondo gli analisti, che possono essere trasportate dagli aerei statunitensi stazionati ad Aviano, oppure dai Tornado italiani che partono dalla base di Ghedi. L’Italia è vincolata a livello internazionale da trattati di non proliferazione delle armi atomiche, ma il nostro esercito rimane comunque attrezzato al loro utilizzo alla luce degli impegni Nato. In futuro gli analisti stimano una riduzione dell’arsenale atomico presente nella base di Ghedi, anche se il recente accordo rivelato da Berliner Zeitung non pare certo indirizzato in questo senso. Oltre all’Italia, in Europa ci sono altri quattro paesi che ospitano le bombe nucleari degli statunitensi. Germania, Paesi Bassi, Belgio e Turchia sono gli altri membri della Nato, escludendo ovviamente Gran Bretagna e Francia che dispongono di proprie testate atomiche. Nel corso degli ultimi anni l’arsenale nucleare della Nato è stato comunque ridotto considerevolmente, visto che sono state cancellate dai depositi europei circa 300 bombe, la maggior parte delle quali si trovava nelle basi di Ramstein, in Germania, e di Lakenheath nel Regno Unito

Le bombe sono depositate in diversi magazzini sotterranei, Weapons Storage Vaults , che si trovano all’interno delle basi Nato. Ogni magazzino può contenere al massimo quattro testate, e viene supervisionato da tecnici specialisti. Uno studio di esperti dell’aeronautica americana aveva però stimato nel 2008 che la sicurezza non era massima all’interno dei depositi europei. Nelle basi di Aviano e Ghedi ci sarebbero tre versioni delle bombe B-61 con una potenza massima oscillantedai 45 ai 107 kilotoni, cioè superioredi dieci volte all’atomica di Hiroshima. Questi ordigni atomici sarebbero impiegabili sugli F- 35 italiani anche se da tempo i missili hanno rimpiazzato i jet come vettori ottimali di armi atomiche. Nella Nato l’Italia rimane ancora uno dei pochi paesi attrezzato con le testate nucleari statunitensi. Il nostro paese fu scelto all’inizio della Guerra Fredda per il suo alto valore strategico, una presenza che però non è mai stata ripensata, anche perché finora è mancata la volontà politica italiana. Anche se nei paesi dove questa è presente, la Germania, l’esito del vertice Nato ha chiarito quanto sia difficile procedere al disarmo.

Il documento approvato a Chicago a maggio 2012 ritiene che un arsenale nucleare sia essenziale anche per i prossimi anni, nonostante l’assenza di uno stato “nemico” attrezzato con simili armi sul Vecchio Continente. “Le armi atomiche rimane un componente centrale della capacità di deterrenza e di difesa della Nato, accanto alla armi convenzionali ed allo scudo missilistico”, recita il punto numero 8 del paper approvato a Chicago. ” La valutazione ha evidenziato, che l’attuale arsenale atomico dell’Alleanza è appropriato ai criteri di una effettiva deterrenza ed un’efficace difesa”. Nonostante il disarmo nucleare fosse stato spesso evocato da Barack Obama, la presenza delle bombe atomiche sul Vecchio Continente rimane confermata.


giovedì 1 novembre 2012

Cronologia dei test nucleari dei vari paesi


Primo esperimento degli Stati che possiedono armi nucleari

NazioneNome in codice
del test
LocalitàDataPotenza in
chilotoni (kT)
Numero totale
di test effettuati
bandiera Stati Uniti d'AmericaTrinityPoligono di Alamogordo nel deserto di Jornada del Muerto nel Nuovo Messico, bandiera Stati Uniti d'America11945-07-1616 luglio
1945
191 054
bandiera Unione Sovieticabandiera RussiaRDS-1Poligono di Semipalatinsk, bandiera Kazakistan11949-08-1919 agosto 194922715
bandiera Regno UnitoHurricaneMontebello Island nella regione di Pilbara, bandiera Australia11952-10-033 ottobre 19522545
bandiera FranciaGerboise bleueOasi di Reggane nel deserto del Sahara, provincia di Adrar, bandiera Algeria11960-02-1313 febbraio 196070210
bandiera Cina596Lop Nur nel Deserto di Taklamakan, Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, bandiera Cina11964-10-1616 ottobre 19642245
bandiera IndiaSmiling BuddhaPokaran nel Rajasthan, bandiera India11974-05-1818 maggio 1974126
bandiera Sudafrica e
bandiera Israele
Incidente VelaOceano Atlantico meridionale, vicino alle Isole del Principe Edoardo, bandiera Sudafrica11979-09-2222 settembre 1979Non nota1
bandiera PakistanChagai-IChagai Hills, nel distretto di Chagai, in Belucistan, bandiera Pakistan11998-05-2828 maggio 199836–406
bandiera Corea del NordsconosciutoSito di Punggye-ri nella contea di Kalju nella parte nord di Hamkyong, bandiera Corea del Nord12006-10-099 ottobre 2006~12

 

Altri esperimenti rilevanti

NazioneNome in codice
del test
LocalitàDataPotenza in
chilotoni (kT)
Note
bandiera Stati Uniti d'AmericaCrossroads - AbleAtollo di Bikini, bandiera Isole Marshall11946-07-011º luglio 194623Primo test atomico statunitense dopo il Trinity. Il "fungo atomico" salì rapidamente in 3 minuti e 30 secondi all'altezza di 10 000 metri. Affondarono subito tre navi scorta e un cacciatorpediniere e, il giorno seguente, un incrociatore di 10 000 tonnellate, tutti ancorati nel raggio di un chilometro dall'epicentro dello scoppio.
bandiera Stati Uniti d'AmericaCrossroads - BakerAtollo di Bikini, bandiera Isole Marshall11946-07-2525 luglio 194623Primo test sott'acqua della storia alla profondità di 71 metri
bandiera Stati Uniti d'AmericaGeorgeAtollo di Enewetak, bandiera Isole Marshall11951-05-088 maggio 1951225Prima bomba a fissione-fusione della storia che liberò un'energia di alcune centinaia di chilotoni
bandiera Stati Uniti d'AmericaIvy MikeAtollo di Enewetak, bandiera Isole Marshall11952-11-011º novembre 195210 400Prima vera e propria bomba all'idrogeno statunitense
bandiera Unione SovieticaJoe 4Poligono di Semipalatinsk, bandiera Kazakistan11952-08-1212 agosto 1952400Prima "superbomba" sovietica
bandiera Stati Uniti d'AmericaCastle BravoAtollo di Bikini, bandiera Isole Marshall11954-03-011º marzo 195415 000La più potente bomba all'idrogeno sperimentata dagli USA
bandiera Unione SovieticaRDS-37Poligono di Semipalatinsk bandiera Kazakistan11955-11-2323 novembre 19551 600Prima vera bomba all'idrogeno sovietica
bandiera Regno UnitoGrapple XTra le isole Malden e Kirimati, bandiera Kiribati11957-11-088 novembre 19571 800Prima bomba termonucleare "staged"
bandiera Unione SovieticaIvanBaia di Mitjušicha sull'isola di Novaja Zemlja a nord del Circolo Artico, bandiera Russia11961-10-3131 ottobre 196157 000La più potente bomba all'idrogeno mai sperimentata dall'uomo
bandiera CinaTest n. 6Lop Nur, Malan, Xinjiang, bandiera Cina11967-06-1717 giugno 19673 300Prima bomba termonucleare "staged"
bandiera FranciaCanopusAtollo di Fangataufa, Polinesia Francese, bandiera Francia11968-08-2424 agosto 19682 600Prima bomba termonucleare "staged"
bandiera IndiaPokhran-IIPresso Pokaran, Rajasthan, bandiera India11998-05-1111 maggio199860Prima potenziale bomba a fusione "boosted" / Prima bomba a fissione "deployable"
bandiera Corea del NordsconosciutoSito di Punggye-ri nella contea di Kalyu nella parte nord di Hamkyong, bandiera Corea del Nord